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IL BLOG, UNA FINESTRA SUL NUOVO CNL

Nelle ultime settimane sono stato contattato da diverse persone. Notavano la miscellanea dei pezzi, che spaziavano dalla Cina agli imprenditori no-green pass, dai volontari ai piccoli commercianti, dal risparmio tradito a Confindustria. Sono persone di diverse estrazioni sociali, alcuni benestanti, altri semplici lavoratrici/ori, ma tutto accumunate dallo schifo del presente.

Dopo la fine dell’Urss, hanno creato negli ultimi 30 anni un mondo fetente, disumano, che non piace a nessuno. Chi lo ha creato si aggrappa a più non posso a questo mondo che volge alla fine, si imbastardisce, diventa poliziesco, grazie ai suoi apparati, violento, repressivo ma in nome della loro libertà. Che non è altro che libertà di dominio. Costoro vanno in tv con la chitarra a cantare Bella Ciao. C’è tutto un mondo che non li sopporta più. Chi da destra aggrappato ai valori tradizionali, chi da marxista vede la violenza del capitale, chi in nome della carità, tutto costoro sono schifati. Nessuna istituzione è con loro. Prevale solidarietà di gruppo, volontariato (e magari viene criticato dai “rivoluzionari”), dialogo tra amici sul che scrivere e sul da farsi. In tutto questo l’impotenza davanti a questi immani problemi la fa da padrona, troppo sfruttamento, troppi morti sul lavoro, troppa povertà. Dialogo con questi tre gruppi, un pò perché sono tradizionalista, un pò perché rimango marxista, un pò perché ammiro lo spirito id iniziativa dei credenti. C’è un mondo da ricostruire, solo partendo da eclettismo incrociato con queste tipologie si può far qualcosa, il nemico è potente. Come nel CNL, poi ci si divide .Ma l’importante è farla finita con questo perenne presente schifoso.

Faccio un patto con voi: i vostri contributi, le vostre testimonianze sono ben accette nel blog, che diventa un giornale a tutto tondo, con a capo mia moglie (io faccio il semplice collaboratore). Faccio il lavoro di coordinatore dei vostri scritti, in modo che si possa allargare il campo di platea e raggiungere molte più persone. Forse  è un campo minato, ma saprò dare una linea teorica a questi scritti. Sono aperto a disoccupati, gente che vive di lavoro, imprenditori sui generis fuori dal coro, gente legata alla tradizione della terra, professionisti, economisti. Non è più il tempo di steccati, c’è un Paese da ricostruire. Grazie a chi vorrà partecipare.

La mail è: operatresoldi@yahoo.it

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CONFINDUSTRIA: CHE NON SI PARLI DI AUMENTI SALARIALI!

Sta tenendo banco in questi giorni il dibattito tra Landini e Bonomi sugli aumenti contrattuali. Sono invocati da più parti per fronteggiare l”aumento vertiginoso del costo della vita dovuto ai rincari energetici che si riversano non solo sulle bollette ma anche sui beni di prima necessità. Oggi sono andato dal mio dentista, la moglie diceva che non ti puoi avvicinare ai negozi di generi alimentari, persino la verdura è costosissima, tutto è costoso e anche la qualità è andata a degradare. Bonomi sostiene che prima ci deve essere aumento di produttività. L’economista Marco Fortis, proprio sulle pagine del giornale di Confidustria, sosteneva lo scorso anno che nell’industria italiana negli ultimi 5 anni la produttività è aumentata molto ed è maggiore della stessa Germania. Che si mettessero d’accordo tra loro. In ogni caso non si può pretendere l’aumento di produttività in settori pubblici come scuola o sanità, sono servizi universali anche se in alcuni settori pubblici, grazie alla digitalizzazione, negli ultimi due anni la produttiivtà è aumentata addirittura del 17% mentre i salari e gli stipendi pubblici sono rimasti al palo. In un post pubblicato alcuni mesi fa su facebook, l’economista Guido Salerno Aletta così inquadra il ruolo di Confindustria nell’ultimo secolo: “Mettetelo bene nella Zucca. La attuale classe confindustriale è l’erede legittima di quella stessa imprenditoria responsabile dello sfascio degli Anni 20 e 30. Quella che pretendeva protezione mentre si riportava la lira a Quota 90. Quella che aveva speculato e controllava le banche fino a farle fallire. In Italia, lo Stato azionista nasce dal fallimento di una classe di imprenditori e banchieri collusi. Niente è cambiato: la repressione salariale di allora riportò l’Italia in rotta, lo stesso è avvenuto in questi anni. La stessa politica filopadronale del fascismo, sostenuto dalla grande stampa di allora. Gli investimenti di sviluppo si fecero solo dopo, con l’Iri. E nel dopoguerra, fino alle privatizzazioni. Dopo, il nulla cosmico. Mettetelo bene in Zucca”.

Ora, abbiamo un surplus di partire correnti pari al 3.3.% del pil, una posizione finanziaria netta estera positiva per 105 miliardi, i soldi ci sono, c’è chi, come Del Vecchio (Luxottica) e altri che remunerano bene i dipendenti e danno grandi premi di produzione, c’è chi come Bonomi (che non è un industriale vero e proprio) aggrappato alla deflazione salariale degli ultimi 30 anni e da lì non si smuove. Se c’è un dato da riflettere delle economie asiatiche è che i loro industriali premiano la partecipazione attiva alle sorti delle aziende dei dipendenti con forti aumenti. Certo, è corporativismo, ma si tratta di fronteggiare l’emergenza salariale, per il socialismo si vedrà. Sono dunque da premiare quegli imprenditori che pagano bene i dipendenti. Un imprenditore due domeniche fa mi ha mandato il prospetto del suo progetto industriale grazie al PNNR con le remunerazioni dei dipendenti. Vedendo che erano alte gli ho chiesto i motivi. La sua risposta: “i collaboratori devono vivere bene, non sopravvivere, le gioie della vita le devono avere tutti”. I soldi ci sono, basta vedere la posizione finanziaria netta estera, si tratta di cambiare tutto l’assetto associativo degli operatori economici italiani che ormai hanno fatto il loro tempo e non rispondono più alle richieste di modernità provenienti dalla società. I soldi ci sono, basta volerli usare non solo per auto, ville  e barche. Ci sono imprenditori che la  pensano così, si tratta di intercettarli e dare loro voce.

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LA TOSATURA DEL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE

Ho ricevuto vari commenti da manager e imprenditori circa il formidabile pezzo di ieri di Salerno Aletta sugli immobili. Uno di essi, il direttore di una multinazionale asiatica,  così ha commentato: “Alcuni anni fa ero ad un meeting con il rappresentante della Banca Italia a Tokio. Parlando nel precena mi fece capire una cosa importante. In Italia esiste un forte risparmio delle famiglie. Molto più alto della media. Per eroderne parte ci sono alcune modalità. Una di queste è farlo diminuire in valore del 30/%
In questo modo si spinge il risparmio ad essere collocato sul mercato e poi pappato dai gestori finanziari. Da un lato si abbassa il risparmio globale del paese e dall’altro si trasferisce alla finanza internazionale.
Un modo elegante ed indolore di rubare i risparmi accantonati dalla generazione del dopoguerra.Sta storia iniziò con Prodi e le varie metamorfosi del PCI da dopo manipulite. Il Berlusconismo erede del craxismo ha frenato questo fenomeno. Oggi ricominciano in 3 direzioni.
1. Riforma del catasto. 2. Attacco al valore degli asset immobiliari.
Svalutazione dei collaterali ipotecari.
3.Manovre sulla evasione fiscale del ceto medio.Tracciamento dei pagamenti.

Esiste una regia in questa manovra decennale. Essa è stata frenata da Forza Italia prima e dalla Lega dopo con il suo blocco sociale.Gli eredi del PCI hanno questa missione storica. Trasferire risorse dal paese reale alla grande oligarchia e distruggere industria nazionale strategica. Stanno tentando da oltre 20 anni.

In base a questa mia semplice analisi non bisogna avere nessun compromesso culturale con la sinistra. Essa è il motore della trasformazione in peggio del nostro paese. Vanno sempre analizzate le varie contraddizione usando la dialettica e la gerarchia delle contraddizioni. La sinistra erede del PCI si configura da alcuni decenni come il nemico principale nella contraddizione principale.
Non ci devono mai essere ambiguità su questo punto cardine della analisi materiale dei fenomeni”.

Un altro imprenditore così ha commentato: ” già qualche giorno fa ti dicevo del salasso che ci aspetterà allo scadere del 2026… il 110% che tutti oggi decantano aiuterà a creare due tipologie di immobili dove chi ha ristrutturato usufruendo del contributo si troverà con un IMU iperbolica imputabile alla migliore classe energetica … ergo !!! Si riprenderanno con gli interessi quanto hanno concesso. Se non si escluderà la prima casa sarà un ecatombe totale…. Diversamente sarà parziale perché automaticamente dovranno aumentare gli affitti. Un attacco frontale alla borghesia italiana e alla categoria degli immobiliaristi “.

Leggete mai interviste a banchieri italiani? Fatelo. Troverete un unico leit motiv della loro strategia:  far crescere il “wealth management”, la gestione del risparmio delle famiglie italiane (10 mila miliardi tra case e liquidi) nel gran casino delle borse mondiali. Ormai queste istituzioni non servono più a niente. E dire che la riforma del Catasto porterà ad un disastro bancario perché cresceranno a dismisura i crediti deteriorati, come a metà degli anni duemila. Ma vaglielo a far capire a sta gente.

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IL FURTO FISCALE E BANCARIO DELLA CASA

Pubblico, su autorizzazione dell’autore, l’economista Guido Salerno Aletta, questo pezzo che è un capolavoro, pubblicato da Teleborsa, un sito che vi consiglio di vedere. Uno spaccato d’Italia degli ultimi 30 anni formidabile. Ho intervistato il professionista sul Superbonus, l’ideatore di questo strumento. Ora Guido Salerno Aletta fa una disamina ch vi consiglio vivamente di leggere. Buona lettura.

 

“I veri guai per un Paese cominciano quando la strategia fiscale è guidata dall’obiettivo di fare cassa, subito e ad ogni costo, senza tener conto delle conseguenze sistemiche della tassazione che viene introdotta, come è successo in Italia da almeno trent’anni a questa parte, in particolare dal 1992, e soprattutto quando a questa frenesia si aggiungono le ideologie politiche, come è stato il caso del “federalismo fiscale“. Oltre alle entrate proprie, ci sono le aliquote aggiuntive, le addizionali e le compartecipazioni al gettito erariale: tutti i livelli ordinamentali, dalle regioni ai comuni, si sono messi a pescare nelle tasche dei contribuenti.

Nessuno vuole ammettere che l’aumento della pressione fiscale sugli immobili, con l’IMU nelle sue varie e successive declinazioni, ha prodotto danni sistemici enormi sull’intero sistema economico. Si discute in questi giorni della delega fiscale, e del rifacimento del catasto immobiliare, nell’ottica di pervenire ad un riequilibrio dell’imposizione, per poter aggiornare gli estimi e le valutazioni che risalgono a molti anni addietro. Siamo sempre inchiodati alla stessa logica, quella della “spremitura fiscale“.

Bisogna andare più a fondo: la casa, prima o seconda che sia, come qualsiasi altro immobile a fini commerciali o produttivi, non è solo un bene d’uso ma è un asset che ha un valore finanziario. Non capire questo aspetto, soprattutto in un Paese come l’Italia in cui le famiglie detengono un immenso patrimonio immobiliare, significa perdere di vista un aspetto fondamentale del processo di formazione del risparmio, della accumulazione della ricchezza, della funzione di garanzia non solo personale e familiare, ma soprattutto sociale e finanziaria che è affidato al patrimonio immobiliare. Bisogna essere brutali: l’aumento della tassazione sulla casa, adottata in piena crisi economica, ha comportato effetti devastanti. Quando già c’erano centinaia di migliaia di famiglie indietro col pagamento delle rate dei mutui, andare ad escutere la garanzia ipotecaria mettendo le case all’asta è stata una idiozia assoluta. Le banche ci hanno rimesso centinaia di miliardi: in una situazione di crisi, si compra a sconto, e quindi ad un valore infimo. In pratica, per incassare poche rate arretrate, di mutui o di prestiti, hanno proceduto alla vendita forzata dell’asset preso a garanzia, svendendolo. E, di conseguenza, visto il crollo dei valori di mercato, hanno dovuto svalutare tutte le garanzie immobiliari che avevano assunto al momento di erogare mutui e prestiti. E’ stata una carneficina per i bilanci delle banche, di cui si tace. Ancora oggi, le banche si rifiutano di prendere un immobile a garanzia per la erogazione di prestiti: è stato dunque distrutto il valore finanziario dell’asset immobiliare.
Come se non bastasse, aumentare la tassazione immobiliare significa ridurre il rendimento dell’asset, che si calcola al netto della tassazione futura: in pratica, dovendo decidere come investire una determinata somma, scegliendo tra impieghi alternativi, occorre tener conto del rischio sul valore, della rendita annuale che può derivarne, della tassazione, e soprattutto della utilizzabilità in termini di garanzia finanziaria.

Basta un esempio: da una parte, 100 mila euro investiti in titoli di Stato hanno un certo grado di rischio, un certo rendimento ed una certa tassazione; dall’altra, 100 mila euro investiti in un immobile hanno un altro grado di rischio, un altro rendimento ed un’altra tassazione. La vera differenza, sotto il profilo finanziario, sta nel fatto che mentre qualsiasi banca continua ad erogare un prestito prendendo a garanzia i titoli di Stato, nessuna banca eroga più un prestito prendendo a garanzia un immobile.

Questa è stata la colossale distruzione del valore finanziario sotteso al patrimonio immobiliare che è stata scientemente voluta: i risparmi, se li avete, devono essere investiti in Borsa, in Fondi di investimento, in qualsiasi forma finanziaria ma non in immobili.

Di più: la pressione assurda fatta dalla BCE ai fini della vigilanza prudenziale, per far smaltire alle banche in tempi rapidissimi e ad ogni costo le sofferenze derivanti dal ritardato pagamento di rate di mutui o di prestiti garantiti da immobili, ha avuto come conseguenza quello di sfondare i loro bilanci. Le banche hanno dovuto svendere i crediti in sofferenza e svalutare tutte le garanzia immobiliari: una folle, lucidissima carneficina. Ma come ulteriore conseguenza sistemica c’è stato l’azzeramento del valore finanziario degli immobili.

Bisogna rimediare: occorre innanzitutto aumentare il valore della rendita immobiliare, riducendo la tassazione sui cespiti immobiliari, ma soprattutto è indispensabile restituire loro il valore finanziario.

Agevolare fiscalmente la ristrutturazione degli immobili con i vari bonus è sicuramente un buon inizio, perché aggiunge valore al patrimonio immobiliare: ma non deve essere la scusa per poi aumentare artificiosamente la pressione fiscale. C’è da temere infatti che il combinato disposto tra la ristrutturazione degli immobili, che viene agevolata fiscalmente, e la revisione del catasto di cui si discute in Parlamento, sia il Cavallo di Troia che consente di aumentare il gettito fiscale, senza aumentare le aliquote. Se la ristrutturazione facesse aumentare il valore dell’immobile del 20%, e con la revisione degli estimi questo maggior valore venisse immediatamente ad emergere, l’aumento della tassazione sulla casa sarebbe immediato ed automatico. L’effetto sul valore immobiliare sarebbe negativo, perché si sconterebbe il maggior prelievo fiscale.

Bisogna smetterla di giocare con la casa, con la sua tassazione, con il suo valore economico e finanziario. I fondi pubblici destinati alla costruzione di nuovo alloggi vanno invece utilizzati per consentire l’acquisto agevolato dei tantissimi immobili in vendita.

Non serve costruire ancora più case, non serve tassare maggiormente le case, ma è indispensabile dare più valore d’uso e soprattutto garantire valore finanziario alle case esistenti. Una quota del gettito già prelevato con l’imposizione sugli immobili deve andare a costituire un “Fondo di garanzia sul valore immobiliare”: se lo Stato tassa un cespite immobiliare ad un determinato valore, deve in qualche modo assicurare il mercato che quel valore è reale e non fittizio. Un valore immobiliare garantito fiscalmente: solo così le banche ricominceranno ad erogare mutui e prestiti mettendo una ipoteca gli immobili.

Occorre restituire valore finanziario al patrimonio edilizio”

“Fondo di Garanzia sul Valore Immobiliare”

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I RICAVI DALL’EXPORT? VANNO A FINIRE ALL’ESTERO

Poco fa la Banca Centrale italiana ha pubblicato il bollettino della Bilancia dei Pagamenti di dicembre 2021 e il bilancio 2021. Vi è un surplus delle partite correnti pari al 3.3%, in diminuzione causa maggior deficit dei servizi (in specie le spedizioni) e una diminuzione del surplus delle merci derivante dal commercio estero, causa maggior deficit energetico. In ogni caso il paese è in surplus, ha più di quanto riceva. Spicca il dato degli investimenti finanziari degli operatori economici italiani all’estero, che ammonta a 128 miliardi di euro. Da qui questi operatori hanno ricavato interessi e dividendi pari a 22 miliardi. La posizione finanziaria netta estera, vale a dire la differenza tra crediti e debiti, è pari a 105 miliardi di surplus. E’ come se tutta questa manna si sia riversata all’estero. I media incensano ai dati sbalorditivi dell’export nel 2021, che hanno superato il record del 2019, ma non serve a nulla, tutti soldi che vanno all’estero, nel mentre, per sostenere questo ritmo, la classe dominante fa da cane da guardia ai salari, che devono essere bassissimi. 23 milioni di lavoratori, 3 milioni di lavoratori in nero e milioni di disoccupati immolati sull’altare degli investimenti finanziari all’estero. Ormai non seguo più i media, ho visto che sui giornali sono scandalizzati da eventuali rivendicazioni salariali. Evidentemente i loro padroni gli dicono di stare zitti sulla Bilancia dei Pagamenti, per non far sapere. Tutto taciuto, provo a darne informazione, per smascherare questo scandalo. Il sangue dei lavoratori viene immolato per poche centinaia di migliaia di finanzieri, che rilasciano continuamente interviste sulle cose da farsi .Sempre “riforme”, per deflazione salariale e regalie a Confindustria e banche. Nell’immediato dopoguerra questi soggetti furono taciuti, non parlavano più, perché non glielo permettevano e perché avevano vergogna di quanto successo nel ventennio. Ora sono 30 anni che dominano e non hanno il senso della vergogna, ogni tanto piangono sulla povertà immane che c’è, lacrime di coccodrillo.

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UNA PRECISAZIONE SULL’INTERVISTA ALL’IMPRENDITRICE

Faccio una premessa: sono marxista, questo sito è stato creato per proseguire il lavoro del mio libro Piano contro mercato, che parla di Prima Repubblica, Cina, Usa, Ue, banche centrali, una disamina degli ultimi trent’anni in chiave marxista. Ho un profilo facebook che, grazie alla mia attività di umile scrittore di cose economiche, ha catturato l’interesse di una variegata platea, dal disoccupato all’insegnante, dal professionista agli economisti. E anche imprenditori, molti, che apprezzano le mie riflessioni. Con alcuni ci scambiamo messaggi da anni. L’imprenditrice che mi ha rilasciato l’intervista tre giorni fa è una di queste. L’intervista, oltre che sul mio blog, è stata pubblicata dal sito Lantidiplomatico e ha catturato l’interesse di diverse persone. Alcune vorrebbero intervistare questa imprenditrice, ma lei, se ha parlato, è per due motivi: sensibilizzare altri imprenditori alla causa e rilasciarla a me, per un favore ma soprattutto perché si fida di me. Ha apprezzato quanto ho pubblicato sul blog, risponde alle sue riflessioni. Se qualcuno, magari avendo profili e siti rossobruni o complottisti, pensa di utilizzarla si è sbagliato di grosso. Non faccio parte di questa schiera, quanto all’imprenditrice è una credente fervente, oltretutto con una gran testa e sa discernere cose serie da cose strampalate. Sto maledetto Covid ha dato sfogo a gente assurda che non sa come sia essere attrezzati con il pensiero, prendono un pò da qui un pò da lì. Io vengo dalle letture de Il capitale, mi sono sbattuto la testa su quei scritti e non vado appresso a ciarlatani. Un saluto.

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L’IDEATORE DEL SUPERBONUS: IL BOICOTTAGGIO E’ DI NATURA POLITICA

Ho avuto tramite un caro amico il contatto telefonico con il Dottor Fabio Conditi, Presidente di “Moneta Positiva”, ideatore sin dal 2019, quando lo presentò al Senato, del Superbonus edilizio. Lo ringrazio vivamente per essersi fatto intervistare.

“Dottore, circa un mese e mezzo fa ho avuto modo di leggere un intervento del centro studi edilizio Cresme secondo il quale, della crescita del 6.5% del pil nel 2021, il 3.6% è da attribuire all’edilizia e al Superbonus. Lei conferma?”. “Si, circa il 3.5% è da attribuire al Superbonus, uno stanziamento di 10 miliardi che ha prodotto un giro d’affari di 56 miliardi (moltiplicatore fiscale pari al 5.6). . Tenga conto che non è solo il Superbonus ad aver trascinato il pil, ma l’indotto creato perchè il proprietario dell’immobile ha avuto 100 ma ha speso di 150-200 per fare anche lavori che non rientrano nel Superbonus, ad esempio finiture interne, bagni, mobili, elettrodomestici ecc.

“L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una tabella secondo la quale la percentuale di truffa del Superbonus sarebbe del 4%. Come la vede?” “In realtà è il 3% (120 milioni) del totale delle truffe per un ammontare di 4 miliardi (di tutte le agevolazioni) che, rapportate ai 10 miliardi del Superbonus, fanno appena l’1%”.

E allora perchè lo boicottano il Superbonus edilizio?” “Il Superbonus edilizio è stato positivo per i cittadini che hanno potuto rifare la casa, per il settore edile, per i dipendenti (200 mila in più di addetti), per l’indotto, le banche stesse che hanno avuto effetti positivi dalla cessione del credito. Il boicottaggio è di natura politico perché il meccanismo del Superbonus, credito d’imposta, potrebbe essere imitato da altri settori. Ad esempio la sanità, le Regioni potrebbero utilizzarlo per aumentare i posti letto o per aumentare i posti di terapia intensiva. E’ un meccanismo fiscale che ha un grande moltiplicatore, per questo boicottato”.

Ora le mie idee sono più chiare, la ringrazio vivamente Dottor Conditi.

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RETE DI IMPRENDITORI A SOSTEGNO DI LAVORATORI SENZA GP: CHIARIMENTI

Sono tornato dal lavoro e sono stato subissato da commenti di lettori de Lantidiplomatico  che chiedevano come contattare questa rete di imprenditori che sostengono economicamente lavoratori espulsi causa mancanza di Greenpass. Alcuni ritenevano il pezzo inutile, senza questa informazione. Ma c’è un motivo. Lo spiega l’imprenditrice: ” dunque, la nostra rete sostiene economicamente lavoratori espulsi per 3 mesi + uno , il tempo necessario a che non si abbatta, cerchi di ricollocarsi e trovare un nuovo lavoro. La rete è informale, fatta di imprenditori sul territorio nazionale, non abbiamo voluto fare un’associazione, non abbiamo mail o telefoni, altrimenti saremmo stati oggetto dell’attenzione degli organi statuali, visto l’andazzo che c’è in questi anni. Ogni singolo imprenditore dà direttamente l’emulamento al lavoratore e verifica come sta, se è riuscito a ricollocarsi. In più l’imprenditore cerca un nuovo lavoro per questo lavoratore. Se ho voluto rilasciare l’intervista è per sensibilizzare altri imprenditori attraverso un canale di informazione”.

Le chiedo: “ma come fate a contattare questi lavoratori?”. Lei risponde: “ho creato una rete di imprenditori sul territorio nazionale attraverso “sentinelle” cattoliche presenti nelle varie città, che informano gli imprenditori dove indirizzare le risorse. Tieni conto che l’iniziativa è partita grazie ad un grosso donatore che ha messo un budget non infinito. Non possiamo sostenere tutti, quello che cerchiamo è allargare la rete di imprenditori. Dopo si sono associati altri. Queste sentinelle cristiane difendono la scelta di cura dei cittadini e contrastano questo ricatto statuale pena la perdita di lavoro. Sono cristiani al di fuori di molti cattolici, che non hanno fatto nulla in questi anni e non hanno il senso di carità e solidarietà”. Infine le dico una cosa: “ieri sera, stavo dormendo, mi ha chiamato il mio maestro di marxismo, stupito dalla forza dei cattolici che si vedeva nella scorsa intervista”. Lei risponde: “chi ha fede non ha paura di niente, perché ha Dio, crede nella Provvidenza e contrasta tutti i sorprusi, tutte le ingiustizie”. Le dico che io, ateo, sono sbalordito da questa forza. Lei mi dice: tu stai operando nella Provvidenza, molto più di tanti cattolici che nell’ultimo anno sono stati zitti”. La ringrazio.

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RETE DI IMPRENDITORI A SOSTEGNO DI LAVORATORI ESPULSI PER GREENPASS

Sento telefonicamente un’amica, imprenditrice, artigiana, volontaria. E’ credente, ha una fede forte, viva e la vive quotidianamente, nel lavoro, nei contatti che ha, nelle reti di volontariato dove partecipa. Le chiedo delle sue attività imprenditoriali e artigiane. Mi risponde: “come imprenditrice mi occupo di documentari televisivi,  i diritti ad essi associati e come metterli nel mercato. Sono in questo settore da 20 anni e mai, ripeto mai, sono riuscita a piazzare documentari nelle reti televisive italiane. Un pò Mediaset la si può capire, per linea editoriale non ha slot, spazi per documentari. Quanto alla rete televisiva pubblica è impossibile perché è fortemente politicizzata, devi avere agganci che io mi rifiuto di avere. Lavoro per il mercato mondiale, collaboro con varie televisioni pubbliche, dalla giapponese all’austriaca. La televisione pubblica italiana, diversamente dagli altri paesi, non sostiene le produzioni indipendenti. Devo dire che una delle poche cose positive che ha fatto l’Ue è quella di finanziare produzioni indipendenti tramite bandi collegati a due tre paesi. In questo sono fortissimi tedeschi e francesi che hanno l’appoggio delle rispettive tv pubbliche. Quanto all’artigianato ci sono da dieci anni, ho creato un prodotto di gioielli taylor made, senza delocalizzazioni ma valorizzando le maestranze locali. Ho un laboratorio e unisco contenuti alle produzioni, nel senso che invito i vari manager con cui ho a che fare in questo settore a condividere il modo di produrre a tutti, togliendo l’esclusiva, in modo che anche una casalinga possa cimentarsi. Ho delle aule, ultimamente le ho messe a disposizione di studenti senza green pass che non possono studiare nelle biblioteche.

Patrizia ha dato un quadro della povertà di Milano pauroso. Tu che sei di Torino confermi anche nella tua città? “La povertà negli ultimi anni a Torino è esplosa, soprattutto nell’ultimo anno. Io mi sto occupando ultimamente di lavoratori non in possesso di greenpass che perdono il lavoro. Ho creato una rete di tanti imprenditori che per convinzione e solidarietà pagano a questi lavoratori gli stipendi che gli mancano perché sospesi .Sono tanti, abbiamo creato una rete nazionale. Gli imprenditori sono piccoli, medi e grandi, poi ci sono diversi che hanno fatto un sacco di soldi in borsa e che destinano grosse cifre per questa rete. Sono tutti fuori dagli ambiti associativi, per fortuna. Le associazioni ormai non rappresentano il mondo imprenditoriale. Personalmente mi sono rivolta anni fa ad associazioni per fare rete e contrattare con i proprietari di immobili e il comune prezzi di affitti calmierati e minor tasse, per far rivivere il centro città, ormai deserto. Non c’è stato  nulla da fare e ora avvoltoi hedge fund si stanno comprando tutti questi immobili commerciali. E’ la scomparsa dei piccoli, voluta, come ha sostenuto quella commerciante che hai intervistato”.

La ringrazio vivamente, ho dato voce ad una persona limpida, generosa, brillante che ha raccontato l’altra faccia del greenpass, di cui i siti di sinistra non parlano.

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UN RINGRAZIAMENTO A CHI PARTECIPA AL BLOG

E’ domenica, discuto con mia moglie del blog. Parliamo delle persone che stanno partecipando attivamente Non sono poche. Le ringraziamo: Sergheji, Francesco, Laura, Ciro, Ulisse, Fausto, Giuseppe, Sami, Paolo, Chiara, Lantidiplomatico e altri. E poi quelli che mi mandano materiali, tra cui Sergio, Patrizia e altri ancora. E’ un lavoro collettivo, faccio solo da collettore, come mi sarebbe piaciuto fare all’università. Non credo nella competizione, anzi mi fa alquanto schifo, svilisce l’essere umano, credo nel lavoro collettivo, forse rimandi delle mie letture marxiste. Metto nella scrittura quello che ho sempre fatto, chiedere, ottenere informazioni sociali ed economiche, mai personali, non bado a ste cose, ognuno ha pregi e difetti. Mi interessa il loro ambito, la loro attività, il lavoro, ancorché salariato, forse ancora ha rimandi di identità, anche se ieri Patrizia diceva che a Milano questo aspetto non c’è più. E se l’identità non c’è più nel lavoro lo trovo nelle loro passioni, che siano letture, volontariato, managerialità, cura, viaggi. Non sono un economista, ma un appassionato dell’essere umano, di qualunque razza sia. Grazie.